Home » Aggiornamenti » Fibrillazione ventricolare

Fibrillazione ventricolare

 - CARDIOLOGIA MODERNA

La fibrillazione ventricolare è una patologia gravissima nella quale i ventricoli si contraggono in maniera assolutamente disordinata, asincrona e ad altissima frequenza, con la conseguenza che il cuore non riesce a pompare il sangue nelle arterie; il risultato  è un arresto cardiocircolatorio e respiratorio fino all'exitus.

 

La fibrillazione ventricolare è la causa più frequente di morte improvvisa, evento che colpisce nel mondo occidentale mediamente 1 persona l’anno ogni 1000 abitanti e di cui spesso s'ignorano le cause ( "fibrillazione ventricolare idiopatica", con incidenza  stimata dell'1% del totale degli arresti cardiaci extraospedalieri, nel 3%-9% delle fibrillazioni ventricolari non legate ad infarto del miocardio, e nel 14% delle FV in pazienti di età inferiore a 40 anni ).

 

Tra le patologie riconosciute come possibili cause di FV troviamo la cardiopatia ischemica ( IMA), le miocarditi, la cardiomiopatia dilatativa e patologie genetiche quali la displasia aritmogena del ventricolo destro, la sindrome di Brugada e la sindrome del QT lungo; tali patologie congenite sono spesso responsabili di aritmie maligne in soggetti giovani e in apparente buona salute.

 

A livello sintomatologico purtoppo la FV quasi mai presenta sintomi premonitori che possano aiutare in una diagnosi tempestiva, in quanto si presenta all'improvviso con malessere e perdita di coscienza immediata; il polso carotideo e radiale sono assenti, la respirazione arrestata e lo stato d'incoscienza totale.

 

L'unica terapia possibile è quella elettrica con defibrillazione immediata e successiva rianimazione cardiopolmonare.

 

In patologie ad alto rischio di fibrillazione ventricolare è di prassi l'impianto di un defibrillatore sottocutaneo, simile ad un pacemaker, che interviene con una stimolazione elettrica direttamente sul miocardio permettendo nella maggior parte dei casi l'immediato ripristino della normale attività cardiaca.